
04/02/2026
Macchine bianche e isole di calore urbane: la vernice chiara scalda meno l'aria
Chiara Casagrande
Lecce, Malaga, Santorini e Cadice. Oltre a far venire una gran voglia di estate, queste quattro città mediterranee hanno in comune una diretta applicazione degli studi di urbanistica: sono quasi completamente bianche. La loro posizione geografica, che fa sì che l’esposizione al sole delle superfici sia prolungata ed intensa, ha costretto questi centri urbani a delle soluzioni innovative. E se ad essere bianche non fossero solo le superfici degli edifici ma anche le automobili?
Il team di ricerca dell’Università di Lisbona, che ha presentato uno studio pubblicato sul City and Environment Interactions si è posto proprio questa domanda ed è venuto fuori che in effetti le macchine bianche scaldano meno l’aria.
Dopotutto, come recita ogni prima lezione di storia dell’arte che si rispetti: il nero assorbe tutti colori, il bianco li riflette. Scientificamente parlando, ciò cui si sta facendo riferimento è l’albedo, definito come il rapporto tra la quantità di luce riflessa da un corpo e la quantità di luce da esso ricevuta, vale a dire la capacità riflettente di una superficie.
Il team di ricerca dell’Università di Lisbona, che ha presentato uno studio pubblicato sul City and Environment Interactions si è posto proprio questa domanda ed è venuto fuori che in effetti le macchine bianche scaldano meno l’aria.
Dopotutto, come recita ogni prima lezione di storia dell’arte che si rispetti: il nero assorbe tutti colori, il bianco li riflette. Scientificamente parlando, ciò cui si sta facendo riferimento è l’albedo, definito come il rapporto tra la quantità di luce riflessa da un corpo e la quantità di luce da esso ricevuta, vale a dire la capacità riflettente di una superficie.
L’esperimento
Due macchine isolate, una bianca ed una nera, sono state parcheggiate su asfalto intorno alle 8 di mattina del 23 luglio 2024 una di fianco all’altra, rimanendo esposte al sole per oltre 5 ore.
Le misurazioni, registrate tra le 13:40 e 14:12 hanno interessanti differenze nella temperature dell’aria intorno alle due vetture: i veicoli di colore scuro possono aumentare la temperatura dell'aria vicino alla superficie fino a 3,8 °C rispetto all'asfalto adiacente, mentre i veicoli di colore chiaro spesso producono anomalie di temperatura inferiori.
Le auto, infatti, composte di materiali differenti da quelli impiegati per la costruzione di edifici e strade, durante l’esposizione diurna, hanno una superficie di metallo che si surriscalda molto rapidamente. Dall’altro lato, l’asfalto, grazie alla sua massa termica più elevata, si riscalda molto più lentamente: ciò significa che un’auto può diventare molto calda in poco tempo, mentre la superficie stradale circostante resta abbastanza fresca. Non si può dire lo stesso però dell’aria circostante.
Le misurazioni, registrate tra le 13:40 e 14:12 hanno interessanti differenze nella temperature dell’aria intorno alle due vetture: i veicoli di colore scuro possono aumentare la temperatura dell'aria vicino alla superficie fino a 3,8 °C rispetto all'asfalto adiacente, mentre i veicoli di colore chiaro spesso producono anomalie di temperatura inferiori.
Le auto, infatti, composte di materiali differenti da quelli impiegati per la costruzione di edifici e strade, durante l’esposizione diurna, hanno una superficie di metallo che si surriscalda molto rapidamente. Dall’altro lato, l’asfalto, grazie alla sua massa termica più elevata, si riscalda molto più lentamente: ciò significa che un’auto può diventare molto calda in poco tempo, mentre la superficie stradale circostante resta abbastanza fresca. Non si può dire lo stesso però dell’aria circostante.
Le isole di calore urbane
Tra gli effetti climatici riscontrati nelle città e maggiormente studiati figura quello delle isole di calore urbane Urban Heat Island – UHI, anomalie termiche provocate da differenti fattori correlati tra loro, originate da alterazioni che l’uomo fa delle caratteristiche della superficie della città.
A determinare la temperatura di un’isola di calore contribuiscono due tipologie principali di variabili, quelle non controllabili e quelle mitigabili. Tra le prime rientrano fattori che potremmo definire naturali, come la posizione geografica della città stessa, condizioni metereologiche come la velocità del vento e la nuvolosità, la stagione estiva, il periodo notturno e la modifica del regime di venti locali. Tra le variabili controllabili, mitigabili, ricadono gli interventi umani, come la definizione della geometria e della conformazione urbana, la presenza di aree verdi e le proprietà termiche e radiative delle tipologie di materiali impiegati nell’edilizia.
Queste alterazioni antropiche fisse, dette in letteratura forme urbane, si sommano poi alle attività dinamiche, le funzioni urbane, andando a costituire il calore antropogenico, vale a dire l’energia termica rilasciata direttamente dalle attività umane nell'ambiente: consumo energetico, impiego delle risorse idriche, inquinamento dell’aria, processi industriali e, naturalmente, il traffico, inteso come spostamento di veicoli.
Si capisce allora l’importanza che ha nel mitigare la temperatura di una certa città la scelta dei materiali e dei colori che costituiscono le superfici urbane. A Los Angeles per esempio, dove le ondate di calore sono sempre più costanti e con temperature massime fino a 47 gradi, dal 2017 le strade si dipingono di bianco. Esiste infatti una particolare emulsione biancastra, chiamata “CoolSeal” che non assorbe i raggi di luce, ma li riflette, abbassando la temperatura dell’asfalto di almeno una decina di gradi.
A determinare la temperatura di un’isola di calore contribuiscono due tipologie principali di variabili, quelle non controllabili e quelle mitigabili. Tra le prime rientrano fattori che potremmo definire naturali, come la posizione geografica della città stessa, condizioni metereologiche come la velocità del vento e la nuvolosità, la stagione estiva, il periodo notturno e la modifica del regime di venti locali. Tra le variabili controllabili, mitigabili, ricadono gli interventi umani, come la definizione della geometria e della conformazione urbana, la presenza di aree verdi e le proprietà termiche e radiative delle tipologie di materiali impiegati nell’edilizia.
Queste alterazioni antropiche fisse, dette in letteratura forme urbane, si sommano poi alle attività dinamiche, le funzioni urbane, andando a costituire il calore antropogenico, vale a dire l’energia termica rilasciata direttamente dalle attività umane nell'ambiente: consumo energetico, impiego delle risorse idriche, inquinamento dell’aria, processi industriali e, naturalmente, il traffico, inteso come spostamento di veicoli.
Si capisce allora l’importanza che ha nel mitigare la temperatura di una certa città la scelta dei materiali e dei colori che costituiscono le superfici urbane. A Los Angeles per esempio, dove le ondate di calore sono sempre più costanti e con temperature massime fino a 47 gradi, dal 2017 le strade si dipingono di bianco. Esiste infatti una particolare emulsione biancastra, chiamata “CoolSeal” che non assorbe i raggi di luce, ma li riflette, abbassando la temperatura dell’asfalto di almeno una decina di gradi.
Considerazioni:
La domanda quindi da porsi è: cosa succederebbe se si applicasse quanto emerso dalla studio dei ricercatori dell’Università di Lisbona alle strategie di pianificazione urbana per la riduzione delle isole di calore?
Lo studio ha dimostrato innanzitutto che è possibile «stimare l'impatto delle proprietà materiali e termiche delle automobili su scala urbana esaminando lo spazio che occupano al suolo, soprattutto quando sono ferme». La tendenza è che al mattino e alla sera le auto sono distribuite nei borghi a bassa densità, durante il giorno sono parcheggiate nel centro della città.
«Il movimento quotidiano di oltre 700.000 veicoli sulla rete stradale di Lisbona e la loro occupazione stazionaria fino al 10% della superficie stradale nel centro urbano determinano significativi cambiamenti diurni nell'albedo complessivo della superficie. […] Di conseguenza, dal punto di vista della gestione del calore, sono preferibili i veicoli di colore chiaro, poiché il loro impatto è minore».
A livello di pianificazione urbanistica, si può allora intervenire andando considerare regolamentazioni di parcheggio basate sul colore nelle zone sensibili al calore, incentivare l'uso di rivestimenti riflettenti, promuovere strutture ombreggianti nei parcheggi all'aperto, piantumare alberi lungo le strade e potenziare le infrastrutture verdi, prevedere l’impiego di flotte di veicoli bianchi per le attività gestite centralmente a livello amministrativo e supportare i privati nell’acquisto di veicoli bianchi o nel processo di rivestimento di quelli già in possesso.
Il settore dell’aftermarket automotive, da sempre attento alle tematiche di sostenibilità, ha l’occasione di giocare un ruolo fondamentale in queste strategie di pianificazione, proponendo soluzioni innovative che possano contribuire alla realizzazione di vernici e cicli di verniciatura orientati ad una maggiore riflettanza e alla realizzazione di pellicole/wrap e soluzioni reversibili per flotte.
Bibliografia:
Matias, M., Mills, G., Silva, T., Girotti, C., & Lopes, A. (2025). The underestimated impact of parked cars in urban warming. City and Environment Interactions, 100232.
https://doi.org/10.1016/j.cacint.2025.100232
Sottana, M. (2012). Analisi sperimentale del fenomeno “isola di calore” nella città di Padova [Tesi di laurea magistrale non pubblicata]. Università degli Studi di Padova.
Lo studio ha dimostrato innanzitutto che è possibile «stimare l'impatto delle proprietà materiali e termiche delle automobili su scala urbana esaminando lo spazio che occupano al suolo, soprattutto quando sono ferme». La tendenza è che al mattino e alla sera le auto sono distribuite nei borghi a bassa densità, durante il giorno sono parcheggiate nel centro della città.
«Il movimento quotidiano di oltre 700.000 veicoli sulla rete stradale di Lisbona e la loro occupazione stazionaria fino al 10% della superficie stradale nel centro urbano determinano significativi cambiamenti diurni nell'albedo complessivo della superficie. […] Di conseguenza, dal punto di vista della gestione del calore, sono preferibili i veicoli di colore chiaro, poiché il loro impatto è minore».
A livello di pianificazione urbanistica, si può allora intervenire andando considerare regolamentazioni di parcheggio basate sul colore nelle zone sensibili al calore, incentivare l'uso di rivestimenti riflettenti, promuovere strutture ombreggianti nei parcheggi all'aperto, piantumare alberi lungo le strade e potenziare le infrastrutture verdi, prevedere l’impiego di flotte di veicoli bianchi per le attività gestite centralmente a livello amministrativo e supportare i privati nell’acquisto di veicoli bianchi o nel processo di rivestimento di quelli già in possesso.
Il settore dell’aftermarket automotive, da sempre attento alle tematiche di sostenibilità, ha l’occasione di giocare un ruolo fondamentale in queste strategie di pianificazione, proponendo soluzioni innovative che possano contribuire alla realizzazione di vernici e cicli di verniciatura orientati ad una maggiore riflettanza e alla realizzazione di pellicole/wrap e soluzioni reversibili per flotte.
Bibliografia:
Matias, M., Mills, G., Silva, T., Girotti, C., & Lopes, A. (2025). The underestimated impact of parked cars in urban warming. City and Environment Interactions, 100232.
https://doi.org/10.1016/j.cacint.2025.100232
Sottana, M. (2012). Analisi sperimentale del fenomeno “isola di calore” nella città di Padova [Tesi di laurea magistrale non pubblicata]. Università degli Studi di Padova.




