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Dicembre 2023

Un approccio “olistico” alle sfide dell’industria automobilistica: ACEA lancia la roadmap per l’ecosistema europeo della mobilità del futuro

Francesca Del Bello

Catene di fornitura, produzione e domanda sono i pilastri che fondano il manifesto lanciato dall’Associazione che riunisce a livello europeo i costruttori di autoveicoli: l’annuncio direttamente dal neoeletto presidente De Meo  
Arriva a pochi giorni dall’inizio dei negoziati della COP28, 28esima edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (che, nel momento in cui scriviamo, si avvia alla fase conclusiva) la presentazione di Luca De Meo, presidente di ACEA - Associazione europea dei costruttori di autoveicoli e CEO del Gruppo Renault, del Manifesto per un ecosistema della mobilità competitivo.
"Il nostro settore si trova nel mezzo della più grande trasformazione da oltre un secolo a questa parte", ha dichiarato de Meo, "Per noi non ci sono dubbi sulla necessità di decarbonizzare. Stiamo investendo miliardi per farlo, molto più di qualsiasi altro settore".

Un Manifesto, quello presentato da ACEA, accompagnato da una roadmap basata su tre pilastri - catene di fornitura, produzione e domanda - che si rivolge direttamente al prossimo Parlamento e Commissione europei, in vista delle elezioni europee del giugno 2024. Elezioni che, in tema di sostenibilità automotive, potrebbero riservare qualche sorpresa. Si avvicina infatti non solo il traguardo del 2035, anno a partire dal quale dovrebbe essere vietata la vendita dei veicoli alimentati a motore endotermico, ma una data altrettanto decisiva, quella del 2026 quando, in base ai traguardi tecnologici raggiunti, la Commissione europea potrebbe procedere con una revisione degli obiettivi posti. E c’è già chi, secondo alcune fonti giornalistiche tedesche, promette in caso di vittoria un’inversione di rotta completa rispetto a quanto già stabilito.

Un dietrofront che, visto quanto si sta già facendo all’interno del settore appare ora poco auspicabile. Una cosa però è certa: questa rivoluzione dovrà essere supportata dall’UE in maniera più strutturata di quanto sia stato fatto finora, adottando un approccio definito olistico dallo stesso De Meo. "Il nostro settore ha in media otto o nove regolamenti UE che entreranno in vigore ogni anno fino al 2030; in alcuni casi si tratta di normative in conflitto tra loro", ha spiegato il presidente di ACEA. "L'Europa deve urgentemente adottare un approccio olistico alle sfide dell'industria automobilistica, che comprenda l'intera catena del valore, da monte a valle. Perché i problemi che stiamo affrontando sono trasversali a più settori: automotive, minerario, energetico, infrastrutturale e non solo. Se si guarda ai nostri competitor globali, si vede che sono molto bravi a farlo."

Di qui il lancio del Manifesto "A Competitive European Auto Industry, Driving the Mobility Revolution", all’interno del quale ACEA espone la visione di un’industria in grado di favorire sì la sostenibilità, ma anche i posti di lavoro altamente qualificati in Europa, un sistema di trasporti sicuri ed affidabili, la competitività su scala globale nonché una mobilità accessibile per tutti. Il tutto basato, come detto, su tre pilastri: catena di fornitura, per assicurare un approvvigionamento affidabile di componenti ed energia; produzione, per trasformare l’Europa in un hub per la fabbricazione di veicoli green e smart; domanda, per aumentare il mercato interno di veicoli a zero emissioni.

Un percorso strutturato, dunque, che guarda al futuro della mobilità del continente calandolo fortemente in un’ottica di competitività anche su scala globale: "L'Europa non deve solo assicurarsi di essere ben equipaggiata come le altre regioni. Deve anche assicurarsi di competere in condizioni di parità. La concorrenza è molto salutare, e la vera concorrenza significa anche mercati globali aperti e regole commerciali libere ed eque", ha dichiarato infine de Meo.





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