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Settembre 2022

ANFIA traccia le linee guida per il settore automotive

Francesca Del Bello

Ne abbiamo parlato con Marco Stella  Presidente Gruppo Componenti ANFIA
ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha di recente pubblicato un manifesto in cui traccia le linee guida del settore per affrontare i prossimi cinque anni: un periodo rilevante per l’intera filiera chiamata ad affrontare una delicata fase di transizione che ne ridefinirà il perimetro produttivo in maniera significativa. Il percorso verso una progressiva decarbonizzazione del comparto è ormai avviato e le aziende devono farsi trovare pronte ad affrontare le nuove sfide tecnologiche e della mobilità sostenibile. Nei tre macro-filoni individuati all’interno del manifesto – politica industriale, mercato e infrastrutture – ANFIA determina gli obiettivi chiave da perseguire e il supporto auspicato da parte delle istituzioni: sostegno sui necessari investimenti in Ricerca e Sviluppo, aumento della competitività a livello europeo attraverso incentivi pianificati, ed uno sviluppo infrastrutturale che garantisca la fruizione dei nuovi sistemi di mobilità. Tutto nell’interesse di un’industria che, con le sue 5.156 aziende, rappresenta, a livello di fatturato, il 9,3% del settore manufatturiero del nostro Paese. In questo quadro, le aziende della componentistica occupano uno spazio significativo, con più di 2200 imprese e un fatturato pari a 45 miliardi di euro: in un contesto governato da equilibri sempre più precari, tanto da un punto di vista industriale quanto da una prospettiva geopolitica, il settore è chiamato ad affrontare uno sforzo importante per preservare la propria competitività a livello interno ed internazionale. Ne parliamo con Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti all’interno di ANFIA.
 
Nell’immediato futuro l’industria automotive attraverserà una serie di importanti mutamenti destinati a ridisegnarne i contorni: lo stesso si può dire per le aziende della componentistica. Quali sono le sfide più rilevanti e quali le azioni più imminenti da intraprendere per continuare ad essere competitivi sul mercato e rimanere al passo?
Le sfide più rilevanti riguardano le aziende – circa 450 in Italia – ancora unicamente focalizzate sulla componentistica per i motori ICE, chiamate ad una riconversione produttiva, con eventuale apertura anche ad altri settori, affini all’automotive. Parliamo di circa 70.000 lavoratori a rischio. Per questo, nel Manifesto, chiediamo supporto e accompagnamento per le imprese che “non troveranno posto” nella filiera, prevedendo ammortizzatori sociali per la transizione, piani di reskilling, upskilling e mobilità aziendale o di sostegno qualificato nell’elaborazione di business plan di riconversione. In generale, tutte le aziende della componentistica devono programmare investimenti in nuove tecnologie e in ricerca e sviluppo e puntare su aggregazioni e sinergie proprio per avere maggiore forza in questo senso, diventando più solide finanziariamente.
 
L’attuale situazione geopolitica contribuisce ad acuire una crisi energetica che sta mettendo a dura prova le imprese: le aziende del suo settore come stanno reagendo a questa situazione?
C’è molta preoccupazione e si studia come fare ulteriore efficienza nei processi produttivi per limitare i danni, ma, soprattutto, si spera che vengano presto introdotte ulteriori e più efficaci misure di compensazione del caro energia, divenute indispensabili. Servirebbe, comunque, un’incisiva risposta europea a questa crisi, che rischia di diventare una vera e propria emergenza per tutto il sistema produttivo, con possibili impatti sociali consistenti.
 
Dal manifesto emerge l’importanza di investire equamente in tutte le nuove tecnologie della mobilità: una spinta non solo verso l’elettrico quindi, ma anche verso idrogeno e carburanti rinnovabili – in direzione di una vera e propria neutralità tecnologica. Ce ne parli.
Ci sono molteplici opportunità, non solo quelle collegate esclusivamente all’elettrificazione. Idrogeno, biocarburanti e carburanti sintetici sono tutte tecnologie che ci consentono di avanzare verso l’obiettivo della decarbonizzazione della mobilità, sia dei passeggeri che delle merci, valorizzando e sviluppando competenze diverse – tra cui quelle relative alla filiera del gas per autotrazione, già esistenti nel nostro Paese – e diversi filoni di business, anche a seconda della “missione” delle varie tipologie di autoveicoli – si pensi al GNL, che già costituisce una valida alternativa al diesel nel trasporto pesante, soprattutto a lunga distanza.





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