Al via Futurmotive Talks 2026: a Bologna il confronto sul futuro dell’automotive

20/05/2026
Prendono il via domani, al DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna, i Futurmotive Talks 2026: due giornate di incontri, analisi e dibattito dedicate alle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore automotive.

Organizzata da Promotec – la società che firma Autopromotec, la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico (prossima edizione dal 26 al 29 maggio 2027 a BolognaFiere) – l’iniziativa si configura come un appuntamento strategico “intermedio” capace di mantenere vivo il dialogo tra gli attori della filiera. Un’occasione per approfondire i temi chiave del comparto e anticipare le direttrici che segneranno la prossima edizione della manifestazione, sempre più intesa non solo come vetrina espositiva ma come piattaforma globale di confronto su tecnologia, normativa e innovazione.

Il programma dei Futurmotive Talks si sviluppa attorno a tre direttrici principali individuate dal comitato scientifico: la digitalizzazione del settore automotive; il ruolo di Big Data, supercalcolo e Intelligenza Artificiale nella progettazione e nell’evoluzione dei processi di manutenzione e riparazione dei veicoli; e la mobilità smart, connessa e clean, in relazione allo sviluppo di infrastrutture, reti e progettualità sul territorio italiano.

Quella del mondo automotive è un’industria che si distingue a livello internazionale per aziende che si dimostrano eccellenze ad esempio dei biocarburanti, nei software e nelle applicazioni manutentive. La transizione energetica è stata spesso scandita da deadline non raggiungibili e sostenibili a livello industriale ed è emerso quanto fondamentale sia costruire un dialogo reale e continuativo tra le imprese e i legislatori. Per questa ragione tra gli obiettivi che Futurmotive Talks 2026 si pone troviamo l’impegno nel far incontrare e confrontare le istituzioni con gli imprenditori del comparto. Questa trasformazione ecologica e tecnologica che ci troviamo ad affrontare richiede alle aziende una capacità evolutiva e di innovazione competitiva, raggiungibile tramite una rete strutturata e solida.

I panel che animeranno il DAMA-Tecnopolo questi due giorni sono stati costruiti proprio con lo scopo di avvicinare tutti gli stakeholder di questa trasformazione, analizzandone tutti gli aspetti. Si entrerà nel dettaglio delle nuove regolamentazioni in merito alle revisioni degli ADAS, strumento ormai fondamentale nella vita dei guidatori, che sempre più fanno affidamento sui sensori e i dispositivi di segnalazione per la sicurezza stradale.

La rassegna si apre infatti con la presentazione di una ricerca inedita curata da Fabio Orecchini in veste di Direttore dell’Osservatorio Auto e Mobilità presso Luiss Business School, che riporta le variazioni che la roadmap verso la guida autonoma ha registrato. Partendo dal concetto di “Automobile Sapiens”, coniato proprio da Orecchini, vedremo come la vera evoluzione dell’auto sia parte di un ecosistema molto più esteso. Le auto a guida autonoma si inseriscono infatti all’interno di un parco circolante composto di altre vetture guidate da esseri umani e l’interazione tra queste due tipologie si dimostra spesso ostica, specialmente quando si parla di responsabilità in caso di incidenti. Una delle grandi sfide che queste nuove vetture devono affrontare consiste proprio nel superare la diffidenza umana: alle macchine non viene perdonato l’errore. Non si tratta quindi solo di avere delle tecnologie sicure, ma di avere tecnologie così tanto sicure da convincere i guidatori ad affidarsi ad esse. Vedremo allora come questo studio riesca a mettere insieme le tre principali tematiche della rassegna convegnistica, toccando questioni come l’interconnessione della mobilità, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale e la digitalizzazione dell’intero settore, unico modo non solo per costruire questo tipo di automobili, ma anche di mantenerle in efficienza e ripararle.

Questa serie di grandi e rapide innovazioni ha però bisogno di essere supportata e sviluppata da personale altamente specializzato composto di meccanici, programmatori, ingegneri, tecnici e ricercatori. È qui che entrano in gioco gli istituti di formazione, gli hub di ricerca, le scuole professionalizzanti e i corsi di laurea interdisciplinari, la cui sinergia è in grado, grazie anche al continuo confronto con le aziende, di formare gli specialisti capaci di rispondere alle sfide che il comparto si trova davanti.

Le enormi quantità di dati che vivono all’interno del mondo automotive hanno sempre più bisogno di essere aggregate, analizzate e comprese, affinché la loro applicazione sia effettiva e puntuale. Si apre qui l’altro grande tema legato all’accesso di questi dati e alla loro condivisione, aspetti cruciali della definizione delle prospettive dell’autoriparazione indipendente.

Se fino a pochi anni fa si tendeva ad associare la produzione di dati unicamente al software del veicolo o a componenti come centraline e sistemi ADAS, oggi lo scenario è profondamente cambiato. La seconda giornata dei Futurmotive Talks darà ampio spazio anche al pneumatico, protagonista di un’evoluzione significativa: non solo esempio consolidato di economia circolare e mobilità sostenibile grazie all’industria della ricostruzione, ma anche oggetto di ricerca avanzata e innovazione in ambito digitale.

Appuntamento quindi a Bologna, il 21 e 22 maggio, per due giornate di confronto tra industria, ricerca e professionisti dell’aftermarket, chiamati a interpretare e guidare i cambiamenti che stanno ridefinendo il futuro dell’automotive.