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Marzo 2021

Software, connettività, big data e cloud: nuove parole chiave nell’automotive

Simonluca Pini - Contributor Editor de Il Sole 24 Ore

L'evoluzione tecnologica sta guidando l'auto verso un complesso sistema che permetterà una connessione continua tra utilizzatore, veicolo e mondo circostante
La transizione elettrica sta cambiando a 360 gradi l’automobile e tutto il comparto dell’automotive. Se in passato il lato meccanico aveva una componente fondamentale, oggi l’attenzione si è spostata su termini come software, connettività, big data e cloud. L’auto sarà sempre di più al centro di un complesso sistema che permetterà una connessione continua tra utilizzatore, veicolo e mondo circostante. Il software giocherà un ruolo sempre più importante nelle future generazioni di veicoli. Nuove tendenze come l'elettromobilità, la guida automatizzata e i moderni servizi di mobilità non sarebbero possibili senza di essa.

Ciò richiederà anche aggiornamenti e upgrade più frequenti in futuro. Tuttavia, rigorosi requisiti di sicurezza per tutta la durata del veicolo rendono gli aggiornamenti del software wireless e i servizi digitali per le auto molto complessi. E, l'ampia gamma di diverse serie e modelli rende le cose ancora più impegnative. Entrando nello specifico il software nelle auto è in forte espansione: dieci anni fa, una vettura funzionava con circa 10 milioni di righe di codice software. Oggi il software dei veicoli con Infotainment evoluti, motori elettrificati (ibridi o full electric) e sistemi Adas per l’assistenza alla guida hanno bisogno di 100 milioni di righe e i veicoli autonomi del futuro potrebbero richiedere tra 300 e 500 milioni di righe. Per fare un raffronto il sistema operativo di un pc o di uno smartphone ne hanno tra 20 e 50 milioni. Questi numeri fanno capire perché i costruttori automobilistici stanno sempre più investendo su divisioni dedicate ai software e ai servizi connessi, a partire dai big data fino ad una completa integrazione con il Cloud. Vivere in città connesse, le cosiddette Smart Cities, grazie anche alla rete 5G lo scambio di dati sarà sempre maggiore tra utente della strada (dal pedone, al ciclista, all’automobilista), infrastrutture e attività commerciali. Grazie alle preferenze impostate, durante il nostro percorso sarà possibile trovare il proprio ristorante preferito in base alle recensioni degli utenti o il miglior prezzo su un prodotto ricercato. Questo si allargherà a tutti i settori merceologici, automotive compreso con la possibilità di “far sapere” agli automobilisti offerte su servizi dedicati alla vettura.

L’utilizzo di auto connesse permetterà sempre più di individuare il miglior percorso da intraprendere per evitare ingorghi o lavori non previsti. Inoltre, guidando una vettura dotata del protocollo di comunicazione Car to X, le auto automaticamente “parlano” tra loro segnalando situazioni di pericolo o disagio lungo la strada. Tutto questo contribuirà alla creazione di “big data” provenienti dai veicoli, in grado di fornire modelli statistici sulle zone più rischiose o su come gestire al meglio i flussi del traffico. Non bisogna dimenticarsi dei vantaggi legati alla mobilità elettrica, dove la tecnologia è fondamentale per indicare quali punti di ricarica utilizzare lungo il percorso conoscendo in tempo reale la loro disponibilità di carica. L’auto connessa piace sempre di più agli automobilisti, come riportato dal Global Automotive Consumer Study 2021 di Deloitte, ma rimane alta l’attenzione alla sicurezza.  Anche qui il software avrà un ruolo centrale sulla gestione dei sistemi di sistemi di ausilio alla guida, in continua crescita e pronti a passare al livello 3 sul fronte della tabella Sae quando la legislatura lo permetterà.





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