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Giugno 2021

Addio a 3,9 milioni di veicoli nel 2021 a causa della mancanza di semiconduttori

Simonluca Pini – Contributor Editor de Il Sole 24 Ore

La crisi dei chip porterà secondo AlixPartners, società di consulenza globale, a una perdita di circa 110 miliardi di dollari di ricavi
La crisi dei semiconduttori porterà a una perdita di circa 110 miliardi di dollari di ricavi e alla mancata produzione di ben 3.9 milioni di veicoli. Se a gennaio si stimava una riduzione di circa 2.2 milioni di veicoli e 61 miliardi di dollari di perdite, ora i dati sono decisamente più preoccupanti. La nuova “fotografia” è stata scattata da AlixPartners, società di consulenza globale, che ha diffuso le sue ultime previsioni sui costi dell'attuale carenza di semiconduttori per l’industria dell’automotive mondiale.
 
“La crisi dei chip indotta dalla pandemia è stata aggravata da eventi che normalmente sono problemi routinari per l'industria automobilistica, come un incendio in un importante impianto di fabbricazione di chip o la siccità a Taiwan – ha commentato Dario Duse, managing director e Emea co-leader per l’Automotive e Industrial practice di AlixPartners –. Ma tutto questo è ora divenuto un problema importante per il settore che sta parzialmente recuperando il crollo dei volumi del 2020; sarà fondamentale oltre che gestire la crisi nel breve termine anche continuare a costruire resilienza della catena di approvvigionamento a lungo termine attraverso un ruolo più attivo nella gestione delle forniture di molte materie prime e della logistica". Corrado Belicchi, director della practice Automotive e Industrial, ha aggiunto: "Oggi in un veicolo ci sono fino a 1.400 chip, e questo numero non farà che aumentare man mano che l'industria continuerà la sua marcia verso veicoli elettrici, sempre più connessi e autonomi. Ma la priorità assoluta per le aziende, in questo momento, è mitigare al meglio gli effetti a breve termine di questa crisi, utilizzando tutte le leve possibili, dalla rinegoziazione dei contratti alla gestione tattica della produzione, alla gestione delle aspettative di clienti e investitori. L'importante è essere proattivi e dotarsi di buone informazioni e analisi”.
 
Visto il rapido incremento da gennaio a maggio, non sono da escludere numeri ancora peggiori che potrebbero colpire l’intero settore. Infatti, diversi costruttori hanno già annunciato una possibile estensione della crisi dei semiconduttori anche al 2022. Questa previsione sottolinea come sia fondamentale una profonda revisione dell’intera catena di produzione dei semiconduttori, non più in grado di rispondere a una domanda in continuo aumento. Il tutto, restando solamente nell’ambiente automotive, crescerà esponenzialmente all’aumentare delle immatricolazioni di vetture elettrificate. Il motivo è legato al numero di componenti a bordo: un’automobile ibrida richiede un numero di chip fino a 10 volte in più rispetto a un modello a benzina.
 
L’attuale situazione ha messo in luce una situazione da sempre precaria. La produzione di semiconduttori è quasi sempre in emergenza, visto che è legata a possibili impennate di richieste per dei nuovi device o non prevedibili tendenze del mercato. L'aggravante che ha portato all’attuale crisi è dovuta in parte alle chiusure parziali causate dalla pandemia, andando così a ridurre la produzione di chip rispetto alla normalità. A questo si è aggiunto l'incendio alla fabbrica Renesas Electronics, uno dei produttori di semiconduttori per l'industria dell'auto, e una “guerra commerciale” tra i vari produttori.





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