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Settembre 2020

Le proposte di Egea per una mobilità europea sostenibile

Massimo Brunamonti

L'Associazione europea delle attrezzature per autofficina insieme con altre sei associazioni di categoria hanno presentato alle autorità europee un elenco di dodici misure da adottare per la ripresa post-Covid-19
Con il coronavirus che ha manifestato tutta la sua potenza devastante sul tessuto sociale, il settore dell’autoriparazione si pone all’attenzione della società e delle autorità con proposte e iniziative per il recupero e la ripartenza post-pandemia non solo per il settore ma per tutta l’economia così interdipendente. A Bruxelles, successivamente a una prima elencazione delle necessità e in seguito all’interesse suscitato, sei associazioni di categoria, tra cui Egea, hanno pubblicato la proposta alle autorità europee e nazionali di una serie di 12 misure concrete per la ripresa post-Covid-19. “Questo settore essenziale è stato gravemente colpito dalla crisi Covid-19 e dalle sue conseguenze economiche e sociali, mettendo a rischio il prospero sviluppo delle aziende e dei posti di lavoro… Mettere le Pmi al centro dell’attenzione aiuterebbe a liberare il loro importante contributo all'intera economia europea. Allo stesso modo, in linea con gli obiettivi dell'Ue, aiutare il settore, già sulla buona strada per essere più digitalizzato e circolare, renderà l'Ue e la sua economia più sostenibili, resilienti e adatte a mobilità, lavoro e sfide ambientali attuali e future” sostiene Egea nel suo documento di presentazione dell’iniziativa.
 
Le 12 misure, studiate per assistere le istituzioni dell'Unione europea nell'individuazione delle misure per il rapido rilancio dell'aftermarket automobilistico, coprono molteplici aspetti del problema: dagli aiuti finanziari e di supporto per l’occupazione, alla difesa della libera circolazione, alla promozione dell’economia circolare e, infine, a una serie di misure più tecniche orientate alla sostenibilità e al “Green Deal”. Tra queste spiccano due proposte: una quella di aggiornare le revisioni allo scopo di eliminare gli inquinanti più dannosi e l’altra quella di incentivare il cittadino a effettuare controlli ecologici del proprio veicolo (cosiddetti “eco-check”). Di proposte per aggiornare le revisioni per renderle adeguate al progresso tecnologico se ne parla da tempo ma senza risultati; esistono studi e anche iniziative di singoli stati membri che vanno nella giusta direzione quali la prossima adozione di controlli del particolato in Olanda, Germania e Belgio; ma, al di là di ciò, la stragrande maggioranza della Ue rimane ancorata al modello di revisione definito oltre una ventina di anni fa. Nuova e per certi versi coraggiosa è la proposta dell’“Eco-Check”, un controllo frequente delle emissioni inquinanti, che ha per scopo dichiarato quello di indurre il cittadino a curare la manutenzione del proprio veicolo offrendo in cambio incentivi e vantaggi quali, per esempio, l’autorizzazione alla circolazione nelle aree ad alto inquinamento. Tale controllo, che dovrebbe essere effettuato dalle officine, stimolerebbe sicuramente la domanda di servizi grazie a una maggiore consapevolezza nei cittadini del ruolo della manutenzione.
 
L'Eco-Check è concepito come un modello di test per verificare in modo semplice e rapido lo stato del veicolo, identificare qualsiasi necessità di manutenzione e, conseguentemente, ridurre significativamente il livello complessivo di emissioni inquinanti nell'Ue. Oggetto di test dell’Eco-Check sarebbero le emissioni allo scarico, i principali dispositivi anti-emissioni di bordo testati via Obd, l’impianto di aria condizionata e le condizioni dei pneumatici. Si tratterebbe di una verifica rapida e economica che potrebbe facilmente essere messa in piedi in qualsiasi autofficina qualificata. Va da sé che una tale iniziativa avrà effetti positivi su scala continentale solo se sarà ampiamente adottata e per ottenere ciò non si potrà fare a meno di offrire al cittadino “un buon motivo” per sottoporre il proprio veicolo alla verifica. Interessante che alcuni paesi quali Francia e Belgio stanno già autonomamente studiando iniziative simili; questo significa che si può già adesso in una certa misura contare su una certa sensibilità della cittadinanza al problema. Possiamo promuovere l'attività economica sull'intera catena del valore del settore dell’autoriparazione rimanendo in linea con gli obiettivi più ampi dell'Unione Europea dichiara il segretario generale di Egea Jordi Brunet, a ulteriore conferma della centralità dell’autoriparazione come componente strategica dell’intera economia continentale che si candida così a dare il proprio contributo al raggiungimento degli obiettivi strategici della Ue.





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