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Luglio/Agosto 2020

Gli effetti del lockdown sulle autoattrezzature: presentati i risultati del sondaggio di Aica

Massimo Brunamonti

Quasi l’85% delle aziende denuncia una riduzione media del fatturato nel trimestre marzo-maggio di oltre un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019
È sotto gli occhi di tutti l’impatto del lockdown sull’intera filiera dell’autoriparazione che, seppure preservata dalla chiusura totale dato il suo carattere strategico per la mobilità, accusa comunque una pesante caduta della domanda. Anche le aziende costruttrici di autoattrezzature inevitabilmente risentono in maniera importante della situazione e si trovano di fronte ad un futuro difficile da interpretare con una ripartenza dalle molte incognite anche in conseguenza delle incertezze legate ai trend di vendita dei veicoli a motore. Aica, l’Associazione italiana dei costruttori di autoattrezzature, ha voluto scattare un’istantanea della situazione lanciando un questionario tra i propri associati sugli effetti del lockdown.

I risultati del sondaggio sono significativi: quasi l’85% delle aziende denuncia una riduzione media del fatturato nel trimestre marzo-maggio di oltre un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019; tale riduzione, oltre a causare problemi di liquidità, ha reso necessaria una importante riduzione del monte ore di lavoro utilizzando le misure straordinarie di cassa integrazione prese dal governo. Per contro la riduzione del fatturato ha causato quasi per tutti stop temporanei e modalità lavorative nuove: la maggioranza delle aziende è dovuta ricorrere ad interruzioni della produzione e blocco delle consegne; la stragrande maggioranza delle aziende si è attrezzata per uno smart working intensivo anche, a detta di molti, con soddisfazione al punto da pensare di farne una modalità lavorativa permanente. L’indagine prende in esame poi il gradimento delle aziende per le iniziative governative di emergenza tra le quali spicca la cassa integrazione, a conferma del comune intento di preservare il più possibile i posti di lavoro. Per quanto riguarda la ripartenza le aziende hanno chiaramente indicato nella sburocratizzazione e nel favorire i rapporti scuola/lavoro le possibili iniziative auspicate. Il quadro complessivo che ne viene fuori è quello di un’industria che, benchè colpita duramente e preoccupata per un possibile calo della domanda a livello mondiale, conferma la propria attitudine nel vedere le cose in proiezione futura e pronta ad adeguare la propria offerta al cambiamento, cosciente del proprio patrimonio di know-how e di penetrazione nei mercati. Come Aica, altre Associazioni di categoria in altri paesi europei (Germania, Paesi Bassi ed altri) hanno condotto indagini simili con risultati piuttosto omogenei; questo, insieme alla acclarata strategicità del settore, ha indotto Egea, insieme ad altre associazioni del settore, a formulare alla Commissione Europea una lista di proposte concrete articolate in vari capitoli.

Prima di tutto il supporto alle imprese, per lo più piccole e medie, sia in liquidità che in investimenti soprattutto se “responsabili”, quelli cioè che si inquadrano in iniziative di impatto sociale (impiego e innovazione) e ambientale. Il mercato unico è un altro aspetto di fondamentale importanza per il settore che vive di mobilità, così duramente colpita dalla pandemia; è necessario impedire barriere spesso pretestuose al movimento di persone e cose e predisporre nuovi stimoli al libero mercato in tutta l’Unione. Favorire l’attività economica dell’intera filiera dell’auto è un altro tema importante per il settore: iniziative per l’incentivazione dell’auto ecologica, intesa sia come veicolo poco inquinante che come veicolo correttamente manutenuto; stimoli per un’economia circolare nella quale si faccia più largo uso di parti e componenti rigenerati; lotta agli inquinanti primari, cioè il parco circolante non conformi, mediante revisioni periodiche evolute. Sono tutti questi stimoli che andrebbero a beneficio dell’intera società. Un cenno particolare va alla prevista scadenza del regolamento Ber (Regolamento 2010/461) nel 2023: la garanzia che ogni veicolo possa essere assistito ovunque e da qualsiasi autoriparatore qualificato a scelta del cliente non è negoziabile per un settore come il nostro in cui concorrenza e capillarità sono requisiti primari per servizi di qualità. Lo strumento fornito dalla Ber non può andar perso, al contrario può e deve essere preservato e modernizzato alla luce della nuova mobilità conseguente allo sviluppo tecnologico e al cambiamento dei costumi sociali indotto anche dal coronavirus.





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